Società scientifiche
Quello che possiamo fare insieme, e a quali condizioni
Dove siamo
Oggi non c’è nessuna convenzione attiva
Nessuna, e nessun logo da mostrare. Fibonacci è in avvio: un prodotto maturo, un pilota, e le prime attivazioni nel 2026. Scriverlo qui costa qualcosa in credibilità apparente e la restituisce tutta il giorno in cui una convenzione ci sarà davvero, perché allora sarà vera.
Se stai leggendo per conto di una società o di un’associazione, quello che segue è esattamente quello che proporremmo in una prima chiamata.
Che cosa offriamo
Quattro cose, in ordine di quanto ci crediamo
I modelli di consenso, rivisti da chi ha l’autorità per farlo
Abbiamo un catalogo di moduli scritti per procedura. Diciamo apertamente, anche nelle domande frequenti, che non sono validati da uno specialista né da un legale: la struttura segue la legge, il contenuto clinico va rivisto. Una società scientifica è esattamente il soggetto che può rivederlo per le procedure di sua competenza. Il risultato resta pubblico e citabile, con l’attribuzione a chi lo ha fatto.
Per noi è la cosa che vale di più: chiude una debolezza che oggi dichiariamo.
Condizioni riservate agli iscritti
Il listino è pubblico e resta pubblico. Le condizioni per una convenzione si definiscono insieme e si scrivono nella convenzione, non in una pagina di marketing.
Nessuna cifra qui: sarebbe un numero inventato prima di conoscere l’interlocutore.
Formazione ai soci, sulle cose noiose
Non un webinar di prodotto: mezz’ora su che cosa deve contenere un consenso, come si conserva una fotografia clinica, che cosa chiede il GDPR a uno studio piccolo. Il prodotto compare alla fine, se compare.
Non siamo un provider ECM e non lo promettiamo.
Un canale per dirci che cosa manca
Chi vede cento studi sa quello che noi non possiamo sapere. Le richieste che arrivano da una società entrano nella lista di lavoro come tutte le altre, e quando qualcosa viene costruito lo diciamo.
Senza promesse di priorità che poi non manteniamo.
Che cosa chiediamo
Una persona che risponda, e tempo di lettura
Un referente con cui parlare, e qualcuno che legga i modelli di consenso delle procedure che vi riguardano dicendo dove sono sbagliati, generici o incompleti. È un lavoro vero e lo trattiamo come tale: se serve, si concorda un compenso per il tempo di revisione, che è la cosa più pulita e la meno equivocabile di tutte.
Le regole che ci diamo
Perché una convenzione non diventi un incentivo improprio
Il codice di deontologia medica vieta al medico di subordinare il comportamento professionale a vantaggi indebiti, e vieta gli accordi che condizionano la prescrizione. Un software gestionale non è un atto verso il paziente, quindi lo spazio c’è. Ma il confine è sottile e preferiamo scriverlo noi, prima che ce lo chieda qualcuno.
Niente che dipenda da quanti pazienti trattate
Se un giorno ci fosse un riconoscimento economico legato a una convenzione, può dipendere soltanto dalle attivazioni di un abbonamento. Mai dal numero di prestazioni, di pazienti o di prodotti impiegati: quello sarebbe un incentivo sul comportamento clinico, che il codice deontologico vieta.
Trasparenza, e possibilità di dichiararla
Il codice deontologico chiede al medico di dichiarare le condizioni di conflitto di interessi. Una convenzione deve rendergli facile farlo, non complicarglielo: i termini restano scritti e mostrabili.
Nessun avallo clinico in cambio di condizioni
Una società può rivedere un testo e dire che lo ha rivisto. Non le chiediamo di raccomandare un software ai propri iscritti come atto scientifico, e non paghiamo per essere raccomandati.
Quello che non facciamo
Tre richieste a cui diciamo di no
- Pagare per essere raccomandati agli iscritti.
- Mettere un logo su questo sito senza un accordo scritto e in corso.
- Legare qualunque riconoscimento al numero di prestazioni o di pazienti.