Salta al contenuto

Confronto

Portale, gestionale, cartella verticale: che cosa serve davvero

Tre categorie di software che risolvono tre problemi diversi, e che spesso vengono confuse perché si vendono allo stesso medico. Qui cosa fa ciascuna, quando basta e quando no. Fibonacci è la terza: lo diciamo subito, così sai da che parte stiamo.

Nessuna delle tre è sbagliata, e nessuna sostituisce le altre. La domanda utile non è «qual è il migliore», è «quale problema ho adesso».

Il portale di prenotazione

Una vetrina pubblica con dentro un’agenda. Il paziente ti trova cercando una prestazione nella sua città, vede le tue disponibilità e prenota da solo.

  • Ti fa trovare da chi non ti conosce
  • Prenotazioni a qualsiasi ora, anche a segreteria chiusa
  • Promemoria automatici, e quindi meno visite perse
  • Recensioni pubbliche e profilo

Basta, se

Stai aprendo, l’agenda non è piena, e il problema numero uno è che i pazienti nuovi non sanno che esisti.

Non basta, se

La cartella è un allegato: un campo di testo e i file caricati a mano. Quello che serve dopo la visita (che cosa hai iniettato, dove, con che lotto, che cosa avevi spiegato prima) lì non c’è, o c’è in una forma che non si ritrova.

Il gestionale medico generalista

Il software di studio che fa tutto per tutte le specialità: agenda, anagrafica, fatturazione, invio al Sistema Tessera Sanitaria, e una cartella clinica a campi personalizzabili.

  • Agenda e anagrafica dei pazienti
  • Fatturazione e ciclo attivo
  • Invio al Sistema Tessera Sanitaria
  • Una cartella che configuri tu, campo per campo

Basta, se

Lo studio è polispecialistico, la parte amministrativa pesa più di quella clinica, e hai qualcuno che il gestionale se lo configura e lo tiene configurato.

Non basta, se

«Campi personalizzabili» vuol dire che il modello clinico lo disegni tu, ogni volta, e che due colleghi nello stesso studio lo disegnano diverso. Il giorno in cui serve cercare (tutte le pazienti che hanno ricevuto un certo lotto, per esempio) si cerca dentro campi liberi, cioè non si cerca.

Qui stiamo noi

La cartella verticale

Un software che conosce una specialità sola e ne dà per scontato il lavoro: le procedure, i prodotti, le aree del corpo, i consensi che servono per quelle procedure.

  • Il modulo di consenso giusto per quel trattamento, non uno per tutti
  • Prodotto, lotto, unità e sede legati alla seduta
  • Foto cliniche separate dal telefono e cifrate
  • Registro di chi ha aperto quale cartella, e quando

Basta, se

Il rischio che ti tiene sveglio non è l’agenda vuota: è dover dimostrare, fra due anni, che cosa avevi spiegato a una paziente e che cosa le avevi iniettato.

Non basta, se

Non ti porta pazienti nuovi e non fa marketing. Se il problema è farsi trovare, questa casella non lo risolve: lo risolve la prima.

La risposta che non trovi nei listini

Quasi sempre servono due caselle, non una

Uno studio che deve riempire l’agenda e insieme tenere una documentazione che regga usa un portale per farsi trovare e una cartella per lavorare. Non è uno spreco: sono due mestieri. Chi ti dice che il suo prodotto fa entrambe le cose, di solito ne fa una bene e l’altra per finta.

Vale anche per noi, al contrario: Fibonacci non ti porta pazienti nuovi. Se usi un portale per farti trovare, tienilo.

Non sei sicuro di quale ti manchi?

Otto domande sulla tua documentazione. Le risposte restano nel tuo browser e l’esito si legge subito, senza lasciare l’email.

Con che cosa si integra Fibonacci, e con che cosa no