Promemoria e richiami
Questa guida descrive i promemoria clinici: quelli creati a mano, quelli che nascono da un ciclo di trattamento, e quelli che derivano dalla durata attesa di un prodotto. Si rivolge ai medici e alla segreteria.
I tre tipi, e perché stanno nello stesso elenco
| Origine | Esempio | Chi lo crea |
|---|---|---|
| A mano | «richiamare la signora Rossi per l'esito» | il medico o la segreteria |
| Ciclo di trattamento | «3ª seduta di 4, fra 4 settimane» | il piano di cura |
| Durata del prodotto | «il risultato è atteso 4-6 mesi: ricontattare» | la seduta registrata |
Finiscono tutti nella stessa sezione Promemoria, e non è pigrizia: per chi lavora «che cosa devo ricordarmi» è una domanda sola. Tre elenchi separati per tre origini diverse sarebbero una distinzione nostra, non sua. La provenienza resta leggibile in ogni voce.
Passo 1, creare un promemoria
Dalla sezione Promemoria, il pulsante Nuovo promemoria chiede titolo, paziente, assegnatario, priorità e scadenza. L'assegnatario può essere sé stessi o un collega.
Passo 2, i richiami che nascono da soli
Quando si salva una seduta il cui prodotto ha una durata attesa scritta in un consenso, il sistema propone un richiamo alla data giusta.
Due scelte dichiarate:
- Si richiama all'estremo inferiore della durata attesa: per la tossina a 4 mesi, non a 6. Il motivo è clinico prima che commerciale: l'effetto comincia a calare all'inizio della forbice, e un paziente ricontattato quando l'effetto è già finito nel frattempo è andato altrove.
- Se la durata non è nota, non si propone niente. Non si stima. Un richiamo inventato sembra un consiglio del medico.
Ogni voce dice da dove viene, citando la frase del consenso: un promemoria che non sa dire perché è lì è un promemoria che il medico spegne.
Passo 3, che cosa NON fa
⚠️ Nessun messaggio parte automaticamente verso il paziente. Il promemoria è interno.
Non è una funzione mancante: è un limite deliberato. La L. 145/2018, art. 1 comma 525, vieta agli iscritti agli albi le comunicazioni sanitarie con «elementi di carattere attrattivo e suggestivo», e la sanzione colpisce il medico. Un invio automatico costruito da noi esporrebbe il cliente, non noi.
Quando il richiamo va comunicato, lo si fa dallo studio, con parole scelte da chi risponde di quelle parole.
Errori frequenti
- Usare i promemoria come agenda. Gli appuntamenti stanno in agenda; qui stanno le cose da ricordarsi.
- Assegnare tutto a sé stessi in uno studio con più operatori. L'assegnatario è ciò che rende l'elenco utile a qualcun altro.
- Aspettarsi che il paziente riceva qualcosa. Non lo riceve, e la ragione è sopra.
Domande frequenti
Un promemoria scaduto da mesi resta in elenco? No: oltre la durata massima attesa il momento buono è passato, e mostrarlo come «da fare oggi» sarebbe rumore.
Salvando due volte la stessa seduta ottengo due richiami? No: il richiamo è identificato in modo deterministico a partire dalla seduta, e il secondo salvataggio non lo duplica.